Manfria
è
una
frazione
di
Gela
dal
gennaio
del
2006,
che
prende
il
nome
dalla
omonima
torre
costiera.
Si
tratta
di
una
località
balneare
e
residenziale
di
circa
1.500
abitanti,
situata
sul
golfo
di
Gela,
a
circa
12
km
dal
capoluogo
comunale
(coordinate
geografiche:
latitudine
14°
7'
34''
N;
longitudine
37°
6'
8''
E).
La
frazione
di
Manfria
è
una
della
più
belle
zone
turistiche
balneari
della
Città
di
Gela,
con
un
paesaggio
costiero
contraddistinto
dalla
finissima
sabbia
dorata,
dalle
numerose
scogliere
calcaree
e
dalle
numerose
dune
ricoperte
di
macchia
mediterranea,
caratteristica
principale
di
queste
zone
bagnate
dal
mar
Mediterraneo.
L'economia
si
basa
prevalentemente
sulla
pastorizia,
sull'agricoltura
e
sull'agriturismo,
nonché
sul
turismo
balneare
nel
periodo
estivo.
Il
territorio
è
prevalentemente
pianeggiante.
Vi
si
pratica
durante
tutto
l'anno
la
pesca
sportiva
e in
estate
il
surf
e la
vela.
In
questa
stessa
zona
si
può
osservare
una
torre
d'avvistamento
e di
difesa,
chiamata
Torre
di
Manfria.
La
torre
di
Manfria
si
trova
sulla
costa
ad
occidente
di
Gela
ed
erge
su
una
collina
sovrastante
la
frazione
e
risulta
visibile
da
tutto
il
golfo
della
Città
di
Gela.
La
sua
costruzione
venne
iniziata
nel
1549,
durante
il
vice
regno
di
Giovanni
De
Vega.
Venne
edificata
nel
XVI
secolo
per
prevenire
le
incursioni
barbaresche,
segnalando
il
pericolo
di
avvicinamento
da
parte
dei
nemici
con
la
tecnica
del
fumo
e
dei
fuochi.
Alla
torre
è
legata
la
leggenda
del
gigante
Manfrino,
buono
e
sfortunato,
a
guardia
di
un
tesoro
nascosto,
nata
dal
ritrovamento
di
monete
greche
e
romane
nella
zona
e di
una
formazione
rocciosa,
oggi
non
più
visibile,
interpretata
come
la
sua
orma
lasciata
nella
roccia.
Rimasta
incompiuta,
la
costruzione
venne
ripresa
agli
inizi
del
XVII
secolo
e
completata
su
disegno
dell’architetto
fiorentino
Camillo
Camilliani.
